INQUINAMENTO NELLE CITTA'
 
quali sono le principali cause?


Riprendiamo i dati pubblicati sul Corriere della Sera del 9 ottobre 2004 (Fonte Agenzia di Milano per l'ambiente in collaborazione con l'Arpa) per presentare in modo sintetico le forme d'inquinamento urbano e le principali cause.

 

Inquinamento e città
 

 FOCUS Inquinamento


IL 50% DEGLI ITALIANI
SOFFRE IL MAL DI CITTA'

Ebbene sì, in città si vive male. E' ora di dirlo a chiare lettere senza troppe ipocrisie. Se il mal di città fino a qualche decenni fa poteva essere visto come una stravaganza per le élite benestanti oggi un italiano su due soffre per lo stress dei disumani ritmi urbani, le file interminabili nel traffico e l'inquinamento. Ad affermarlo sono i risultati dell'indagine "Ecosistema Urbano 2005" di Legambiente e "ilSole24ore".

Il 51% dei residenti delle grandi città italiane vive lo stress cittadino. Un fenomeno cresciuto negli ultimi 3-4 anni che spinge molte persone a valutare il trasferimento verso le province. Il fenomeno della fuga dalle città non è una novità, negli ultimi decenni l'urbanizzazione delle aree circostanti alle grandi città ha avuto una grande espansione. Le persone stanche dei ritmi incalzanti della città o del costo sempre più elevato delle case valutano il trasferimento della propria residenza nei diversi comuni satelliti. Oggi però questo non sembra bastare più.

Chiunque abiti da almeno trent'anni a Roma può facilmente notare come l'urbanizzazione dei comuni satelliti non abbia fatto diminuire il traffico di Roma bensì l'abbia "esportato" e moltiplicato dove un tempo non c'era. Le strade statali di Grottaferrata, Frascati o Tivoli subiscono oggi le stesse congestioni che, fino a qualche anno, caratterizzavano solo la capitale. Ovviamente le congestioni nel traffico della capitale sono tutt'altro che diminuite.

Il traffico è la prima forma di stress degli italiani

Non è un caso che il traffico rappresenti una delle prime cause di sofferenza dei cittadini. Spesso gli ingorghi assumono la forma delle grandi bolgie dantesche in cui è difficile fare anche 7-10 chilometri in meno di 60 minuti. Si arriverebbe prima a piedi... se solo ci fossero i marciapiedi in tangenziale.

Gli ingorghi spaventano ormai più della microcriminalità e degli stessi attentati terroristici (fonte Gazzetta Ufficiale 4/12/2004 - Rapporto Ecosistema 2005 di Legambiente). Le città con maggiore presenza di "stressati" sono Bari (61%), Roma e Palermo (54%) e Milano (52%).

Non solo il traffico ma anche lo smog e l'inquinamento sembrano essere il principale incubo dei cittadini nelle grandi città. Un disagio che si ripete anche nelle lunghe attese negli uffici pubblici.

La fuga dalle città sembra essere il desiderio comune di molti cittadini. Pochi però possono permettersi di "telelavorare" da province lontane o di trovare lavoro in provincia. La stragrande maggioranza deve accontentarsi delle fughe nel week end verso le mete dell'entroterra e, paradossalmente, non sono rari gli ingorghi domenicali per "scappare" dalla città e poi farvi rientro.

Come dire... dal male della città non si scappa. Si salvi chi può.

(fonte-www.ecoage.it)

 

CITTA' AVVELENATE

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 09:20 in Ambiente


 L'inquinamento delle nostre città, a causa delle polveri sottili, del particolato atmosferico e di altri veleni, è ormai diventata un'arma di distruzione di massa.

Secondo i dati forniti dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel biennio 2002 - 2004 l'inquinamento atmosferico delle nostre città ha mandato al creatore ben 8000 persone all'anno.

Ma anche al di là dei confini nazionali  la situazione è allarmante, tanto da indurre la Unione europea a prendere  "nuovi e più severi metodi di controllo" contro il nemico pubblico numero uno, le polveri sottili  anche note con la sigla Pm10 .

Tuttavia, nonostante i blocchi della circolazione, le targhe alterne e altre iniziative per contenere il  traffico, l'aria continua ad essere irrespirabile.

Legambiente ha condotto una ricerca mettendo sotto la lente d'ingrandimento 26 città europee, dalle quali emerge che solo poche aree urbane, come ad esempio Helsinky o Goteborg hanno un'atmosfera nei limiti consentiti.

 Una direttiva europea aveva fissato a 40 microgrammi/metro cubo la massima concentrazione tollerabile di polveri sottili e Pm10. Ora alcuni Paesi europei chiedono una deroga a questo limite e cosa fa Bruxelles?

La concede... a discapito della salute di molti cittadini.

Le componenti dell'inquinamento, polveri sottili e gas, mettono a dura prova l'organismo di anziani e bambini.

Già studi dell'OMS hanno da tempo messo in guardia contro i rischi polmonari e cardiovascolari prodotti da queste sottilissime polveri che respiriamo ogni giorno. Ora un'ulteriore proroga a interventi che possano ridurre il fenomeno è un danno certo per la salute di molte città europee. A tal proposito la  Ue ha fissato obiettivi ben precisi. In caso di superamento dei limiti già stabiliti per legge, dovranno scattare appositi piani per la riduzione dell'inquinamento con tanto di obbligo d'informare i cittadini fornendo dati rappresentativi e comparabili.

Se si guarda alla media annua di concentrazione di polveri sottili troviamo in testa Milano con 62 microgrammi X metro cubo, poi a seguire Praga (58); Nicosia (55); Roma (54); Riga (48); Napoli (44); Londra (43); Parigi (42); Copenaghen (41); Stoccolma (41); Madrid (40) e Vienna (40).